Palazzo Venezia è una delle prime grandi opere rinascimentali di architettura civile a Roma, connubio tra castello medioevale e dimora signorile quattrocentesca.
Costruito tra il 1455 e il 1467 su commissione del cardinale veneziano Pietro Barbo, futuro papa con il nome di Paolo II.
Residenza papale fino al 1464, il palazzo fu ceduto alla Repubblica Veneta come dimora per gli ambasciatori (da cui il nome del palazzo) e per il cardinale titolare della basilica stessa.
Dal 1797 passò in proprietà agli austriaci, divenne sede dell’ambasciata austriaca e dal 1916 passò allo Stato italiano.
Durante il fascismo, Mussolini pose qui la sede del proprio quartier generale.
Il palazzo, che venne costruito inglobando edifici precedenti, è essenzialmente articolato su due corpi di fabbrica: il Palazzetto, affacciato tra piazza Venezia e via San Venanzio, costruito dal 1455, e il corpo principale di ampiezza pressoché doppia e racchiuso tra la piazza, via del Plebiscito e via degli Astalli.
All'angolo sulla piazza fa da cerniera tra le due facciate l'alta "Torre della Biscia".
Palazzo Venezia ospita ora il Museo Nazionale di Palazzo Venezia e la Biblioteca Nazionale d’Arte.
Nelle rimanenti sale non adibite a Museo vengono regolarmente allestite mostre di alto profilo storico culturale.
Il museo di Palazzo Venezia occupa le sale dell'appartamento Balbo, dell' appartamento di Lorenzo Cybo, nipote di papa Innocenzo VIII, e parte degli ambienti del Palazzetto Venezia.
Il museo ospita nelle proprie sale una collezione di pregevoli dipinti, sculture (bronzi e marmi), ceramiche, armi e arazzi.